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N W ECOCULTURA - Capitale naturale e capitale costruito dall'uomo
da:CAPITALISMO NATURALE prossima rivoluzione industriale
“Capitale naturale e capitale costruito dall'uomo”( Capitolo ottavo, pag. 149)
Ogni incendio, ogni ettaro di terreno agricolo degradato, ogni fiume e mare inquinato riducono la produttività e integrità del pianeta. E ogni episodio diminuisce la capacità dei sistemi di capitale naturale di processare le acque, purificare l’aria e produrre nuova materia.
Di fronte a questa infinita perdita di sistemi viventi, qualunque conflitto politico, legale e economico appare piccolo e insignificante: non perché questi problemi non siano importanti, ma perché tutti sembrano ignorare il più ampio contesto in cui si svolgono. Stiamo o non stiamo sistematicamente riducendo la vita e la capacità di ri-creare l’ordine sulla terra? Questo è il livello da cui dovrebbe partire il discorso, perché solo in questo contesto è possibile capire i problemi e cercare soluzioni. Alla faccia di ciò che ci raccontano i dati sul PIL o i listini del Dow Jones, in fondo la qualità e quantità di vita possibile sulla terra dipendono dalla capacità di fotosintesi e dai flussi di nutrienti del pianeta.
Poiché entro il prossimo secolo la popolazione raddoppierà e la disponibilità procapite di servizi forniti dagli ecosistemi continua a diminuire a ritmo significativo, nessuno può prevedere esattamente quando la mancanza di una certa risorsa arriverà a colpire il sistema sociale e commerciale. Comunque è chiaro che nei prossimi anni o decenni il valore del capitale naturale varierà in proporzione: il mondo del business non ha bisogno di aspettare accordi su problemi ambientali o nuove regolamentazioni per rendersi conto che inesorabilmente cambierà la disponibilità base di capitale. La scarsità di capitale naturale è al centro della scena.
(…)
Il capitale naturale non si crea per miracolo, ma grazie al lavorìo indefesso di migliaia e migliaia di specie in complessa interazione.
La scienza può identificare gli organismi che ci forniscono cibo, sostanze terapeutiche, spezie, fibre ecc., ma nessuno è in grado di capire fino in fondo il loro ruolo esatto rispetto alla salute degli ecosistemi.
(…)
Oggi non c’è porzione della Terra che non sia influenzata dall’attività umana e le conseguenze sono inconoscibili. Non è possibile determinare con precisione quali specie sono indispensabili per mantenere la funzione dei suoli e dei sistemi viventi, né di quali organismi potremmo fare senza (se pure ce ne fosse qualcuno).
(…)
Sostituti o complementi?
Molti economisti insistono nel ripetere che il capitale naturale e il capitale costruito dall’uomo sono intercambiabili, che l’uno può sostituire l’altro. Pur accettando una certa perdita di sistemi viventi, essi ritengono che le forze del mercato, insieme alla buona volontà umana, saranno in grado di inventare gli adattamenti tecnologici idonei a compensare tali perdite. Sostengono, inoltre, che lo sforzo di creare sostituti sarà la forza guida della ricerca, promuoverà i finanziamenti, aumenterà l’occupazione e creerà maggiore prosperità economica.(…) Vi sono sostituti per molte materie prime, come il carbone o i metalli, e ve ne sono ancora di più se si pensa a ciò che non è ancora stato inventato. Ma se osserviamo la lista che segue, ci rendiamo conto che sarà difficile immaginare tecnologie che possano sostituire questi servizi:
• produzione di ossigeno
• mantenimento della diversità biologica e genetica
• purificazione dell’aria e dell’acqua
• immagazzinamento, ciclo e distribuzione globale dell’acqua dolce
• regolazione della composizione chimica dell’atmosfera
• mantenimento degli habitat riproduttivi per le specie selvatiche
• decomposizione dei rifiuti organici
• degradazione e detossificazione dei rifiuti umani e industriali
• controllo naturale delle malattie e degli infestanti attraverso insetti, uccelli, pipistrelli e altri organismi
• produzione di serbatoi genetici per alimenti, fibre, sostanze terapeutiche e materiali
• fissazione dell’energia solare e conversione in materie prime
• regolazione dell’erosione dei suoli e controllo dei sedimenti
• prevenzione e regolazione delle piene e delle alluvioni
• protezione dalle radiazioni cosmiche pericolose
• regolazione della composizione chimica degli oceani
• regolazione del clima locale e globale
• produzione di pascolo, fertilizzanti e alimenti
• accumulo e riciclo dei nutrienti
A tutt’oggi non abbiamo molte possibilità di sostituire i servizi che il capitale naturale ci fornisce.
Data creazione : 17/03/2009 @ 17:33 | CHI SIAMO
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