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N W AMBIENTE E TERRITORIO - La mensa biologica
LA MENSA BIOLOGICA Dal sito dell’Associazione mediterranea agricoltura biologica (AMAB) www.amab.it/home.asp
IL BIOLOGICO IN 10 PUNTI 1 – I prodotti alimentari possono essere definiti “da agricoltura biologica” solo se vengono prodotti secondo le regole previste dal Reg. CEE 2092/91 e successive modifiche ed integrazioni. La produzione biologica è l’unica ad essere sottoposta a una normativa dettagliata che definisce le tecniche produttive nei minimi particolari, perché portino alla produzione di alimenti il più possibile naturali, con il minimo impatto ambientale e la minor sofferenza possibile per gli animali allevati, che si traduce in miglior qualità dei prodotti ottenuti con questa tecnica.
2 – La norma forse più nota è quella che impone ai produttori di utilizzare, per la fertilizzazione dei terreni e la difesa delle piante, solo sostanze naturali, e non di sintesi chimica, definite in un preciso elenco comune a tutti i paesi dell’Unione Europea. Per evitare gli attacchi dei parassiti, sono suggeriti inoltre interventi preventivi, come la rotazione delle colture o la creazione di siepi o comunque di aree verdi, dove possano nidificare uccelli che si cibano dei parassiti delle piante, oppure dove possano riprodursi insetti utili, in grado cioè di attaccare gli insetti dannosi.
3 – Sono vietati i trattamenti post-raccolta: per esempio, le arance non possono essere irrorate di antimuffa sulla buccia, o le patate spolverizzate di antigermogliativi; il grano viene conservato in sili-frigorifero e non è trattato con fosfina o altri gas insetticidi come normalmente si fa.
4 – Per quanto riguarda la zootecnia bio, le leggi definiscono norme precise circa i mangimi ma anche lo spazio a disposizione degli animali. Sono vietati gli allevamenti “senza terra”, perché l’azienda deve produrre una buona parte del cibo necessario e concimare il terreno con le deiezioni dei propri animali. Sono vietati i cosiddetti “mangimi medicati”, dove vengono aggiunti antibiotici per accelerare la crescita.
5 – Le norme danno indicazioni anche per quanto riguarda i prodotti biologici trasformati. Per esempio, delle svariate centinaia di additivi utilizzati nei prodotti convenzionali ne sono stati scelti una trentina tra quelli più utili e non dannosi (sono vietati per esempio i coloranti).
6 – I tanto discussi OGM, Organismi Geneticamente Modificati, sono del tutto vietati in agricoltura biologica.
7 – Gli agricoltori biologici sono obbligati a sottostare a un programma di controllo effettuato da uno degli Organismi certificatori privati autorizzati dal Ministero delle Risorse agricole, le cui sigle sono riportate su tutte le etichette degli alimenti bio. A loro volta, le Regioni controllano l’operato degli Organismi di certificazione.
8 – Gli agricoltori che si convertono al metodo biologico, non vendono da subito le loro produzioni come provenienti da agricoltura biologica, ma devono aspettare che passi un adeguato tempo di conversione, necessario affinchè scompaia qualsiasi traccia di presenza di sostanze chimiche di sintesi. Ad esempio per le produzioni erbacee tale periodo è di 2 anni, per quelle arboree è di 3 anni.
9 – L’ agricoltura biologica valorizza il ruolo dell’uomo nella conduzione dell’azienda, quindi, di fatto, limita l’esodo dalle campagne favorendo la cosidetta contro-urbanizzazione.
10 - L’ agricoltura biologica infine produce delle “esternalità positive”, riduce cioè i costi che la collettività sostiene per l’inquinamento, per l’erosione dei suoli, per la salute, e i tanti altri fattori negativi che fanno purtroppo parte della nostra vita moderna. NON E’ VERO CHE… … la frutta e la verdura biologica siano “meno belle”: al massimo sono un po’ più piccole, perché in agricoltura biologica sono vietate sostanze ormonali, come l’acido gibberellico, che portano a un notevole accrescimento dei frutti.
… i prodotti biologici sono alimenti adatti solo a chi segue stili alimentari particolari: non c’è bisogno di essere macrobiotici o vegetariani per apprezzare i prodotti biologici, visto che coprono tutte le categorie di alimenti in vendita; sono però particolarmente ricercati da persone con allergie agli additivi.
… dal punto di vista nutritivo, i prodotti biologici sono uguali agli altri: anzi, sono molto numerosi gli studi effettuati sia in Italia che all’estero i quali hanno verificato un maggior contenuto di vitamine, minerali utili e sostanze antiossidanti naturali nei prodotti biologici rispetto a corrispondenti prodotti convenzionali. PERCHE’ LIMITARE NEI BAMBINI L’ESPOSIZIONE AI FITOFARMACI Le diverse analisi effettuate dagli organismi pubblici di controllo iportano che, mediamente, dal 30 al 50% dei campioni analizzati di frutta e verdura coltivati convenzionalmente contengono residui di fitofarmaci. Di questi campioni, è fuorilegge una percentuale del 2-4%(CAMBIO LA FRASE, SENNO' SEMBRA CHE LA PERCENTUALE FUORILEGGE E' BASSA E IRRISORIA…) perché con residui superiori ai limiti o a causa dell’uso di sostanze non autorizzate. In un'alta percentuale di casi però si rilevano più residui di diverso tipo per ogni prodotto, che resta però nella norma se ognuno di questi non supera il suo limite. Ma c’è un problema che in pochi conoscono. La normativa europea che definisce i livelli tollerabili di residui di pesticidi negli alimenti non tiene in nessuna considerazione il “caso particolare” del consumatore-bambino. La conseguenza è che se anche il bambino consuma solo alimenti in regola con la normativa vigente corre comunque più rischi per la sua salute rispetto all’adulto. Perché? Bisogna innanzitutto considerare che i bambini non sono “adulti in miniatura”: la loro situazione fisiologica è diversa sotto molti punti di vista, e la conseguenza fondamentale è una maggiore vulnerabilità alle sostanze tossiche. Ne assumono di più Già dal 1989 studi condotti negli Stati Uniti hanno verificato come, in situazioni normali, i bambini risultino avere un’esposizione ai pesticidi maggiore rispetto agli adulti. Questi sono i motivi principali: 1. relativamente al loro peso, i bambini consumano più cibo degli adulti; 2. studi su animali hanno verificato che i soggetti giovani di molte specie trattengono maggiormente dosi definite di sostanze tossiche perché hanno una maggiore capacità di assorbimento e una minore capacità di eliminazione. Sono più sensibili Altri fattori intervengono poi aumentando gli effetti delle sostanze tossiche sull’organismo del bambino: l’organismo è in crescita, tanto più rapida quanto più il bambino è piccolo. Ogni sostanza tossica che in qualche modo intralcia la crescita agisce negativamente sullo sviluppo dei diversi organi. Numerosi studi effettuati sugli animali negli Stati Uniti tra il 1983 e il 1990 hanno messo in evidenza la maggiore suscettibilità degli organismi giovani agli effetti tossici e cancerogeni di pesticidi normalmente utilizzati in agricoltura IL BIOLOGICO IN MENSA: CON CHE COSA INIZIARE? Succede spesso che l’introduzione degli alimenti biologici nelle mense sia graduale. Con che cosa conviene iniziare? Si possono seguire due diversi criteri: maggiore sicurezza: prodotti animali e vegetali freschi soprattutto carne, latte e uova sono gli alimenti che più spesso salgono agli “onori della cronaca” per problemi legati alla sicurezza del loro consumo; è bene puntare anche sui vegetali freschi e la frutta, che vengono in buona parte consumati crudi. maggiore praticità: prodotti confezionati a lunga conservazione
se ci sono problemi nel reperimento o nella frequenza di consegna, si può intanto iniziare con pasta, riso, burro, olio, pelati e gli altri alimenti a lunga conservazione.
I PROBLEMI PIU’ FREQUENTI DELL’INTRODUZIONE DELBIOLOGICO NELLE MENSE Quando si decide di introdurre alimenti biologici nel capitolato per le mense si possono presentare diversi inconvenienti. -Aumento dei prezzi – I prodotti biologici costano sempre più dei prodotti convenzionali. I motivi sono molteplici, riconducibili soprattutto ai maggiori costi di produzione, che si traducono però in maggiori qualità e sicurezza, e alle spese legate alla certificazione obbligatoria, che sì garantisce il consumatore sulla reale provenienza biologica, ma è un costo che si scarica sul prodotto. I prezzi dei singoli alimenti possono aumentare dal 5 al 50% in più: risultano più care soprattutto le carni, e il motivo sta nel mangime utilizzato e soprattutto nei tempi di allevamento molto maggiori rispetto al convenzionale. In molte scuole si è contenuto l’aumento modificando il menù, per esempio riducendo il consumo di carni, quando in eccesso.
-Problemi organizzativi – Possono essere legati a difficoltà con i fornitori: spesso si tratta di commercianti che lavorano con le mense da lunga data ma che non sono organizzati per la fornitura dei prodotti biologici.
-Pregiudizi sul biologico – Sulle produzioni biologiche si dicono e si sentono tante cose contrastanti: è possibile che esistano molti pregiudizi in merito. Un modo per fare chiarezza con gli amministratori, con gli operatori delle mense o con i genitori, nel caso delle mense scolastiche, è organizzare incontri con esperti del settore.
Data creazione : 24/06/2010 @ 20:02 | CHI SIAMO
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